ISTRUZIONI PER L'USO

IL TALLONE D'ACHILLE è pensato per scrivere libri, direttamente su questo blog. Qui comincia l'Eredità di Michele, l'ultimo scritto. Il precedente è stato interrotto, si vede che doveva maturare. Qui trovate IL primo LIBRO, col suo indice ed i post che lo compongono.
I "libri" raccolgono commenti, critiche e suggerimenti di chiunque voglia partecipare con spirito costruttivo. Continuano un percorso iniziato con le Note scritte su Facebook , i cui contenuti sono ora maturati ed elaborati in una visione d'insieme, arricchiti da molti anni di esperienze diverse e confronti con persone diverse.

I Post seguono quindi un percorso logico che è bene conoscere, se si vuole ripercorrere il "discorso" complessivo. Naturalmente è possibile leggere singoli argomenti ai quali si è interessati. Argomenti spot - che spesso possono nascere dall'esigenza di commentare una notizia - saranno trattati in pagine dedicate.

Buona partecipazione!


giovedì 10 gennaio 2013

IL TALLONE D'ACHILLE - Premessa





Ragionamenti collettivi su Informazione, Politica, Economia





Perché accettiamo che sia l'economia a dettar legge alla politica ?

E' giusto competere selvaggiamente, oppure è possibile collaborare ?



Il profitto privato che supera certe dimensioni è compatibile con l'interesse pubblico ?



Se la legge consente ai ricchi di non pagare le tasse, cos'è la giustizia sociale ?



Se gli Stati rinunciano alle leve di governo dell'economia, chi ci governerà ?



La democrazia può esaurirsi con il voto o pretende la nostra partecipazione ?



Dovremo passare per l'orrore della guerra per riscoprire il valore della solidarietà, l'importanza dello Stato e dei beni comuni, la dignità irrinunciabile della persona umana?



Chi ci salverà, se non siamo disposti a farlo noi stessi ?






Premessa


L'Italia potrebbe essere il posto più bello del mondo per viverci. Eppure i miei figli ed i loro compagni stanno pensando che sarebbe meglio "cercar fortuna" altrove se vogliono avere un lavoro dignitoso, quello per cui hanno studiato e su cui hanno investito, che dia loro la possibilità di metter su famiglia. La mia generazione ha ricevuto in consegna dai propri genitori un posto migliore, costruito con passione, sacrifici ed impegno. Siamo cresciuti con la sensazione di vivere all'apice della civiltà, senza pericolo di guerre e con il benessere diffuso; abbiamo fatto crescere i nostri figli con l'illusione di poter avere di tutto e di più. Lentamente, ci stiamo svegliando in una realtà ben più cruda, che ai giovani nega la speranza di un futuro sereno. Potremo mai perdonarci di aver lasciato a pochi delinquenti egoisti la possibilità di rovinare tutto?



La storia dell'umanità è piena di alti e bassi. Di periodi in cui lo sfruttamento dei potenti sui deboli è stato più violento e sfacciato; altri in cui è stato più velato e discreto; pochi, rari e preziosi, in cui si è quasi sfiorato un miracoloso equilibrio. Oggi stiamo scivolando rapidamente verso una china negativa. Ricchezza e potere sono concentrati nelle mani di una percentuale della popolazione mondiale estremamente ridotta. Non usa la spada oggi il potere. Manipola le informazioni ed il consenso per sottrarre risorse all'economia reale ed al benessere dei cittadini per deviarle verso i mercati finanziari. In queste strutture è garantita ai potenti ed ai loro accoliti una rendita parassitaria, immorale e violenta, grazie all'azione delle loro invadenti e opache istituzioni, nelle quali l'interesse privato si sostituisce progressivamente a quello pubblico, finendo per soffocarlo.



Le cose da fare per rimettere la situazione in piedi non sono poi tante, e neppure impossibili. Se si inizia a confrontarci con i nostri simili ci si accorge di quanto siano coincidenti gli interessi della stragrande maggioranza di tutti noi. In fondo, vogliamo tutti vivere in pace, tranne quei quattro fessi che ci rovinano la vita per brama di potere.

Si tratta, in fin dei conti, di una piccola rivoluzione culturale che richiede ad ognuno di noi di cambiare atteggiamento di fronte alla gestione della cosa pubblica. Quello che avviene sotto i nostri occhi è senz'altro frutto dell'egoismo di pochi e della corruzione morale di buona parte della classe dirigente. Ma intanto è possibile, nella forma che conosciamo, in quanto ognuno di noi si lascia distrarre e incantare ed è disposto a delegare la gestione dei propri interessi collettivi a queste persone, sempre le stesse, sperando, non si capisce bene perché, che da domani inizino a far meglio. E intanto ci lamentiamo. Quanto ci lamentiamo, noi Italiani.

Smettiamola una volta tanto di lamentarci, ché la situazione richiede di attivarci; impegniamoci in prima persona; informiamoci andando a studiare direttamente alla fonte la realtà che ci viene negata dal sistema mediatico; incontriamoci e confrontiamo la nostra percezione della verità, le nostre proposte per migliorare il nostro Paese e le nostre vite. Scopriremo che vivere immensamente meglio, in Italia, è decisamente più facile di quanto non si possa immaginare.

Dopo aver trascorso un anno e mezzo a confrontarmi con realtà disparate e visioni diverse, sono arrivato alla conclusione che solo cinque sono le cose essenziali da fare. Sufficienti ad avviare un cambiamento positivo e sostanziale. Vanno fatte, però, tutte contemporaneamente e urgentemente, perché sono ognuna fondamentale e fra di loro interconnesse. Per il resto, ci si potrà sbizzarrire poi, con calma. Le accenniamo da subito, anche se sommariamente, per svelare il colpevole ed impedire ai curiosi di saltare alle conclusioni senza gustarsi il lavoro - indispensabile - di comprensione dei problemi. E' solo nell'approfondimento di ognuna delle problematiche e nella comprensione di quanto nella realtà attuale i cinque aspetti siano dipendenti gli uni dagli altri che si potrà valutare l'efficacia delle proposte. Vediamole. I numeri non indicano una priorità. Si equivalgono per importanza.

1) Mettere le televisioni e i giornali in grado di assicurare una informazione libera, plurale e indipendente. Oggi il sistema mediatico controllato dal potere politico ed economico ci racconta un mare di balle. Ci intrattiene su stupidaggini mentre ci nega la conoscenza delle cose importanti, quelle che veramente stanno cambiando, in peggio, la nostra esistenza. A partire dai Trattati internazionali che hanno ceduto la nostra sovranità in maniera sostanzialmente illegittima (e perciò nascosta). Il potere manipola l'informazione per manipolare, con criteri scientifici presi in prestito dal marketing, il nostro consenso. Quello di cui ha ancora formalmente bisogno, per non dover sfoderare la spada.

2) Cambiare classe dirigente nella politica, nell'amministrazione, nell'economia semi privata legata a questo sistema colluso. Questa classe dirigente è corrotta, per intero. Ci saranno senz'altro degne eccezioni ma non fanno altro che confermare la regola. E' persa, bruciata, avviluppata in un intreccio inestricabile di interessi meschini e ricattatori che le tolgono ogni velleità di rinascita. I partiti tradizionali non hanno interesse a rinnovarsi: ne occorrono di nuovi. Nello stesso tempo, il paese è pieno di persone competenti, serie, oneste, che operano sui luoghi di lavoro, nelle case, nelle scuole, nelle associazioni, mandando avanti la baracca. E iniziano ad interessarsi della cosa pubblica con passione e preoccupazione crescente. E' tempo di farsi avanti.


3) Dotare il popolo sovrano di strumenti idonei a controllare l'operato di una nuova classe dirigente, per evitarne la degenerazione. L'azione della Pubblica Amministrazione, a tutti i livelli, deve essere stretta fra due fuochi. Un controllo centrale garantito da un adeguato potenziamento degli appositi organi, quali la Corte dei Conti e la magistratura in genere. Un controllo dal basso da parte della società civile, dotata di strumenti di partecipazione reale al processo informativo e decisionale. Il completamento degli strumenti di democrazia diretta e partecipata, inoltre, è indispensabile a dare contenuto alla sovranità popolare. La democrazia (governo del popolo) non si può esaurire nel voto. Richiede non solo che il popolo si interessi e partecipi, ma anche che sia dotato di strumenti efficaci per correggere la volontà dei rappresentanti quando questa non corrisponde più ai propri obiettivi. 



4) Consentire allo Stato di riappropriarsi delle leve di governo dell'economia per rilanciare l'occupazione e l'economia reale, per ripristinare un livello accettabile nei servizi sociali, per attuare una riforma fiscale che faccia pagare le tasse a chi può permetterselo, per rimettere la dignità della persona umana al primo posto di qualsiasi agenda politica.

Oggi i trattati internazionali - che non ci sono stati illustrati - hanno consegnato queste leve di governo direttamente ai mercati finanziari. Non, come ci hanno lasciato intendere (o a qualcuno sperare), all'Unione Europea. Lo vedremo in dettaglio. Ci viene richiesto di accettare l'idea che per diventare competitivi dobbiamo rinunciare ad un salario dignitoso, alla piena occupazione, alla stabilità del lavoro, alla pensione, ai servizi pubblici. Per questo hanno sottratto allo Stato il potere di controllare l'emissione della moneta, prima, la gestione fiscale, poi. Non saremo più efficienti ma solo più poveri. Tutto questo è sfacciatamente fatto nell'interesse del grande capitale internazionale e privato, non certo nel nostro. Ci fanno credere che tutto ciò che è pubblico debba necessariamente essere corrotto e inefficiente, solo per giustificare il passaggio ai privati delle leve di governo dell'economia, delle risorse pubbliche e della gestione dei servizi pubblici. Come se non fosse intrinsecamente evidente la contraddizione fra l'interesse privato a fare un profitto in un mondo dominato dalla competizione e quindi dalla necessità di abbattere i costi, e l'interesse pubblico ad avere un servizio di qualità dignitosa, a difendere la dignità della persona umana ben al di sopra dell'interesse al profitto economico privato. Confuso con la libertà. Nel mondo della produzione serve una rivoluzione delle tipologie contrattuali!



5) Ristrutturare il sistema finanziario e produttivo per far convivere in un sano equilibrio la libertà di iniziativa economica di dimensione medio piccola, da una parte, con il controllo pubblico sulla grande dimensione aziendale, dall'altra, rendendo la produzione eco compatibile con l'unico pianeta che abbiamo a disposizione.

La concentrazione del potere economico nelle aziende multinazionali è alla radice della demolizione dello stato sociale, della protezione del lavoro, della salvaguardia dell'ambiente. Il potere economico, quando diviene più forte del potere degli stati, corrompe tutto. Inevitabilmente. Corrompe la politica, il sistema informativo, la ricerca scientifica ed universitaria, il sistema dei controlli. Corrompe la democrazia. E' questo potere che ci chiede di cedere la nostra sovranità: sa che la democrazia è il suo più potente nemico. Deve abbatterla, assieme alla nostra libertà ed alla nostra dignità, per poter continuare a prosperare.

Lo strumento che viene usato per ricattarci, moralmente e materialmente, imponendoci scelte sbagliate e controproducenti, è il debito pubblico. Per la sua gestione va salvaguardato e non svenduto il patrimonio pubblico; deve essere limitato il ricorso al debito estero; deve essere razionalizzata e non solo tagliata la spesa; deve essere usata la leva monetaria in maniera intelligente e sussidiaria nei momenti di tensione.


Sta a noi impegnarci in prima persona per difenderla, la democrazia, assieme alla nostra libertà ed alla prospettiva di un futuro migliore. Molti, troppi, sperano ancora di poter essere liberati da qualche salvatore della patria, novello o rigenerato. Ma nessuno si occuperà mai gratuitamente dei nostri interessi, se non siamo disposti a farlo noi stessi. Chi ci promette salvezza e lo fa chiedendo fiducia, e non partecipazione, è disposto a tradirci. La storia ci sia da maestra.

La democrazia è possibile, è migliore, è persino semplice se le dedichiamo un po' delle nostre attenzioni ed energie. Ma pretende l'impegno e la partecipazione di molti, ognuno secondo le proprie capacità e competenze. Costruiamola insieme un Italia migliore, in grado di tornare ad essere faro di civiltà nel mondo, non più zimbello, esempio di malcostume, terra di scorribanda di invasori stranieri.



va all'Introduzione



3 commenti:

  1. Le tue argomentazioni, oltre che sacrosante e condivisibili, sono anche facilmente verificabili nelle notizie di tutti i giorni. E' giunto il momento di contribuire fattivamente in prima persona, con la sola condizione dell'Onestà e del Disinteresse (non a caso scritti con l'iniziale maiuscola) al fine di riappropriarci della gestione e del controllo della cosa pubblica, e della vigilanza critica, responsabile e costruttiva delle scelte della politica. Riaffermiamo la sovranità Nazionale, Riaffermiamo i diritti dei cittadini, dei lavoratori, delle classi più deboli (anziani, malati, bambini), combattiamo il clientelismo, la corruzione, il malgoverno, gli sprechi ed il privilegio, dando forza agli organismi di controllo. Contribuiamo alla semplificazione delle leggi e delle norme che ostacolano da sempre chi dall'amministrazione deve avere indietro qualcosa. Riprendiamoci la nostra dignità di ITALIANI.
    Luca SCIORTINO

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  2. certo Luca

    per renderlo possibile è necessario che la consapevolezza cresca, e di molto, nel paese

    troppe persone sono informate e influenzate esclusivamente dai canali ufficiali

    scopo di questo lavoro è di stimolare la voglia di andare oltre, favorire la curiosità sugli aspetti del diritto, dell'economia e della finanza che vengono ignorati o distorti dall'informazione ufficiale

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  3. Avviso ai naviganti

    il post era troppo lungo e così lo spezzetto un po'

    qui rimane la Premessa

    l'Introduzione la metto in post separati, sperando che il tutto risulti più digeribile

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